Pubblicità sui ponteggi, come funziona e chi entra in gioco.

Si sa bene che le novità fanno sempre parlare di sé, e di certo non può essere da meno una novità grande come la facciata di un palazzo. Circa un mese fa infatti, ha fatto comparsa nel centro di Padova, precisamente in Piazza dei Signori, un cartellone pubblicitario di una nota marca di scarpe americana, “spiaccicato” sulle impalcature necessarie al restauro di una palazzina. Piace? Non piace? È giusto o non è giusto farlo? La new entry ha suscitato non poche polemiche tra i cittadini, molti dei quali si sono schierati contro il cartellone.

Per avere una visione più chiara della situazione, abbiamo cercato di raccogliere più informazioni possibili sul funzionamento burocratico e finanziario del mondo delle maxi-affissioni sui ponteggi edili, dato che rappresentano un fenomeno sempre più diffuso nelle città italiane. Per far questo ci siamo rivolti ad una nota agenzia pubblicitaria romana, la Vivenda s.r.l., che ringraziamo per la disponibilità e per l’aiuto che ci ha fornito. 

Per prima cosa bisogna dire che questa dell’ “advertising edile” è un’attività complicata ed in evoluzione, che abbraccia casi molto differenti tra loro per misure e soprattutto per location. Quest’ultima variabile è quella che certamente influenza maggiormente la parte finanziaria del contratto di pubblicità (vedremo tra poco quali attori sono coinvolti), poiché è legata indissolubilmente alla visibilità del cartellone, e dunque al numero di persone del posto o turisti, tutti indifferentemente potenziali clienti, che possano vederlo. Per farla breve, sarà certamente diversa la portata di una pubblicità in Via dei Fori Imperiali a Roma (come quella in foto), rispetto ad una piazzata in un luogo meno attrattivo.

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Il Gruppo Storico Romano sfila in occasione del Natale di Roma (aprile 2016). Alle spalle, in bella mostra, una maxi-affissione.

Passiamo alla parte burocratica. La proprietà di un immobile che decide di effettuare lavori di restauro esterni può rivolgersi ad una agenzia pubblicitaria, la quale in cambio di un canone di locazione commercializza sul mercato gli spazi “creati” dai ponteggi. È l’agenzia ad occuparsi di tutto l’iter burocratico per ottenere le autorizzazioni presso gli enti competenti, che sono il comune e le soprintendenze di stato e comunale. L’agenzia paga direttamente al comune un apposito Canone di Iniziative Pubblicitarie, al fine del ritiro del permesso ad esporre messaggi pubblicitari, e l’occupazione di suolo pubblico. Come abbiamo visto dunque le parti coinvolte sono parecchie, senza dimenticare l’impresa edile che realizza i lavori (proprietaria dei ponteggi) e ovviamente il cliente finale, chi cioè desidera promuovere al pubblico il suo prodotto.

Chiudiamo con una riflessione molto interessante fattaci dall’Amministratore Unico di Vivenda, Luca Maurogiovanni, che ci sentiamo di condividere e che invita a guardare a questa attività da un punto di vista forse poco considerato: “Le maxiaffissioni su ponteggio sono da ritenersi una vera e propria forma di pubblicità di interesse sociale. Grazie al contributo di aziende come la nostra sono stati resi possibili restauri altrimenti irrealizzabili per mancanza di finanze. Le tasse di affissione (C.I.P.) entrano nelle casse comunali per ogni singolo restauro sponsorizzato a beneficio della comunità. Il restauro sponsorizzato contribuisce a tenere pulite le nostre città.”

 

 


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